Bmx Race in Italia – Inizia la stagione continua la discriminazione

Secondo quanto sancito nei Principi Fondamentali della nostra Costituzione¹ la Repubblica Italiana ( e quindi le Istituzioni che la rappresentano) ha il dovere di:

Rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

La pratica della Bmx di fatto rientra nel campo sociale ma non solo. La Bmx Race è uno sport Olimpico a tutti gli effetti da 6 anni, dal 2008.

Questa è la mappa della reale situazione in Italia: 

foto 1
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Risulta evidente l’ostacolo di ordine sociale ed economico che di fatto limita l’eguaglianza dei cittadini impedendo così il pieno sviluppo della persona!

Voi cosa ne pensate?

Ad oggi sono trascorsi 6 anni da quando la BMX RACE è stato ammesso tra gli Sport OLIMPICI, riconosciuto a livello globale e dove competono sia uomini che donne.

Ma in Italia qualcosa proprio non và.

Si sono succeduti vari governi negli ultimi 10 anni (legittimi e non) e in tutti i casi neanche un  #Ministrodellosport  ha dimostrato di sapere che la Bmx Race è uno sport Olimpico a tutti gli effetti.

E’quindi un diritto di tutti poterlo praticare ed un dovere della Repubblica rimuovere gli ostacoli sociali o economici che impediscono ai cittadini di essere eguali.

Eppure i dati alla mano sono drammaticamente incontrovertibili:

il 70% delle Regioni Italiane è totalmente sprovvisto di impianti attrezzati per la pratica di questo sport. 

In quel 70% è inclusa anche la Regione Lazio e quindi la Città di Roma, la Capitale Italiana..il ministro dello sport che lavora e vive a Roma come può non essere informato di questo?

Lombardia: 6 piste (9. 893. 008 abitanti)
Trentino Alto Adige: 2 piste (1 047 229 abitanti)
Veneto: 6 piste (4 904 643 abitanti)
Friuli Venezia Giulia: 1 pista (1 231 558 abitanti )
Umbria: 1 pista (893 957 abitanti )

In tutto 16 impianti a beneficio principalmente di 5 regioni con una totale concentrazione di impianti in Lombardia e Veneto con 6 piste ciascuna.

Ne sono passati di campionati ed olimpiadi alle quali gli unici a potervi partecipare si trovano al nord Italia TAGLIANDO FUORI la maggior parte della popolazione del CENTRO, SUD, ISOLE alla quale è preclusa una concreta possibilità di pratica e allenamento.. poichè di Impianti Regionali e/o Comunali  non se ne vede l’ombra a differenza dei cittadini del Veneto o della Lombardia che possono scegliere tra sei diverse piste.

Ma l’articolo 3 della Costituzione è chiaro ed inequivocabile e merita due volte la trascrizione:

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Come si può parlare di campionati nazionali o di selezioni per le Olimpiadi se a partecipare sono solo 4-5 regioni?
Gli altri non sono Italiani forse?

Impianti a uso complessivamente di 17milioni 970mila395 abitanti quando in Italia siamo quasi 60milioni di persone.

Soltanto il 30% circa della popolazione Italiana ha la possibilità di partecipare ai giochi olimpici o ai campionati nazionali.

Per il restante 70% del paese nelle restanti 15 Regioni Italiane  il totale degli impianti disponibili ammonta a ZERO.

ZERO per ognuna delle “regioni italiane” :

Campania
Lazio
Sicilia
Piemonte
Emilia Romagna
Puglia
Toscana
Calabria 
Sardegna
Liguria
Marche
Abruzzo
Basilicata
Molise
Trentino Alto Adige

Più di 41 milioni di persone vedono negato il diritto allo sport.

Più di 41 milioni di cittadini non possono desiderare di partecipare ai giochi olimpici nella disciplina della bmx race.

La situazione del Centro e Sud Italia non rispetta minimamente neanche quanto scritto dal Comitato Olimpico Internazionale che nella sezione della carta olimpica dedicata ai Principi Fondamentali, al punto 8, dichiara che “La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport secondo le proprie esigenze”.

Ovviamente se non vengono messi a disposizione gli impianti sportivi in modo uniforme su tutto il territorio permettendo così a tutti di praticare questo sport..è impensabile parlare di Olimpiadi e Campionati.

Ci sono evidenti ostacoli che impediscono a troppi di partecipare in modo competitivo come invece è possibile fare per gli atri nord Italiani da sempre privilegiati rispetto a chi per vedere una pista Race deve farsi oltre 500 km.

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Non è più tollerabile questo tipo di discriminazione le Istituzioni devono delle risposte a tutti gli esclusi dai giochi.
L’attuale Ministro dello Sport è tenuto a dare spiegazioni e chiarire gli interventi  per colmare questo gap sportivo e sociale.

Un baratro sconfinato che ovviamente non è solo sportivo e sociale ma si riflette sulla cultura e l’economia di tutte le Regioni del Centro e Sud Italia.
Basta riguardare la mappa e facilmente si verifica che le zone dove si concentrano le Piste da Bmx Race inevitabilmente corrispondono esattamente alle regioni italiane dove è ricca e prolifica una cultura del ciclo a 360 gradi:
Che comincia con le piste ciclabili e prosegue con lo sviluppo di tutte le molteplici attività connesse alle due ruote come ad esempio prestigiose fiere internazionali – bike sharing – ciclofficine produttive e durature – discipline sportive come la Bmx Freestyle o il bike polo – nuovi piani di zona con annessi BikePark – boom di raduni e iniziative per vivere lo spazio pubblico in maniera sostenibile – aziende del ciclo che garantiscono un buon gettito di introiti e una grande diversificazione del lavoro con nuovi mestieri legati al ciclo, ecc, ecc..

Il tutto a decretare una mobilità supportata da politiche di Amministrazioni che dalle Marche in giù ci sogniamo, in totale violazione dell’articolo 3 della nostra Costituzione.

Eppure L’Italia anche in quanto parte della Comunità Europea è costretta a rispondere alle richieste sempre più pressanti di politiche che favoriscano lo sviluppo della ciclabilità.

E se non si parte dalla promozione di uno Sport Olimpico a due ruote economicamente conveniente e a bassissimo quasi nullo impatto ambientale come la Bmx Race, vogliamo sapere dal Ministro dello Sport da dove intende partire.

Non è lo scopo del nostro articolo approfondire tutto il mondo del ciclo e della promozione della mobilità ciclabile, esperti accreditati del settore hanno già sancito come la bicicletta in tutte le sue declinazioni è l’unico futuro possibile per l’ambiente e la salute dell’intero Pianeta Terra.

Soltanto i più miopi non riescono (ancora) a cogliere la strettissima interdipendenza tra creazione di piste da Bmx Race e sviluppo di una mobilità nuova.

Soltanto cominciando col garantire gli impianti necessari allo sviluppo delle attività sportive a due ruote come Piste Race e Bike Park possiamo sperare in uno sviluppo della cultura del ciclo che (intanto) raggiunga il livello del Nord Italia.

La Bmx Race e la Bmx Freestyle sono Sport facilmente inseribili nell’ambiente naturale e come tali arricchiscono il territorio circostante, ispirano il rispetto per le risorse del Pianeta  stimolando gli sforzi etici ed ecologici atti a conservarle e utilizzarle per il maggior profitto dell’intera umanità.

Il ruolo sportivo della bicicletta è di gran lunga superiore alla scarsa attenzione data dalle nostre Istituzioni e Sport come la Bmx Race e la Bmx Freestyle sono Sport a servizio del progresso umano.

Non è più tollerabile vedere nei parchi giochi bambini girare come criceti sul cemento calpestando in pieno l’art. 31 della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia²

Degrado sociale | Carenza di spazi pubblici attrezzati from HOODBMX.COM on Vimeo.

La ripresa è del mese di Aprile 2014, ci troviamo in un giardino della periferia est di Roma ma lo scenario è infinitamente uguale per ogni parco pubblico di ogni territorio del Centro e Sud Italia.
Invitiamo tutti, in primis il Ministro dello Sport, a fare una prova guardando con i propri occhi.

Fermatevi un pomeriggio ad osservare e dopo poco anche voi vedrete arrivare bimbi in bici che girano in tondo come degli animali in gabbia nel degrado generale.

Eppure basterebbe così poco a quel bambino per essere stimolato dopo che ha ricevuto il primo regalo importante che quasi ogni bambino riceve: la bicicletta!
Basterebbe così poco per garantire a ogni minore un sano sviluppo psico-fisico e quella formazione educativa e culturale che lo Sport rappresenta come ci ricorda anche la Carta Internazionale dello Sport e dell’Educazione Fisica dell’Unesco³ 

Il Centro e Sud Italia non possono più aspettare e oggi sono indispensabili programmi rivolti all’impiantistica sportiva.
Il Ministro dello Sport può risolvere questa intollerante discriminazione non solo con grandi infrastrutture come già fatto nel Nord Italia ma soprattutto prestare attenzione ai piccoli impianti, alle scuole, alle università.

Sarebbe troppo pretendere un tracciato in ogni comune del Centro e Sud Italia? Basterebbe un piccolo pump track e un’area freestyle.
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Il giusto inizio per vedere diventare un bambino in bici un’adulto consapevole e in salute, rispettoso dell’ambiente e delle Istituzioni che hanno risposto al suo diritto allo Sport.

Lo Sport in ogni sua forma è un diritto come ratificato anche dalla Carta dei Principi dello Sport* e se la disciplina sportiva in questione è persino uno Sport Olimpico è evidente perchè i riders del Centro e Sud Italia siano animati da un forte desiderio di vedere rispettati i propri diritti.

Nonostante lo stato attuale della situazione sia pesantemente discriminatorio e contro ogni fondamentale diritto, per non continuare essere ignorati dalle Istituzioni c’è bisogno dell’impegno di tutti e se ti stai chiedendo come fare e da dove iniziare:

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Fabio Pacifici , Serena Pecci
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¹Art.3 della Costituzione Italiana

²Art 31 sulla Convenzione dei Diritti sull’Infanzia approvato il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale dell’O.N.U ed entrato in vigore il 2 settembre 1990

³Carta Internazionale dello Sport e dell’Educazione Fisica in lingua originale adottata dall’Unesco il 21 Novembre 1978 a Parigi, tradotta anche in Italiano

* Carta dei Principi dello Sport per Tutti presentata a Roma il 19 febbraio 2004 dal Forum Permanente del Terzo Settore